|

lunedì 28 ottobre 2013

Il segreto della longevità? Un corretto metabolismo e i giusti batteri

Studio svizzero rivela nuovi aspetti del metabolismo implicati nella resistenza allo sviluppo di patologie croniche infiammatorie e quindi attribuibili ad una maggiore longevità.

Ricerca Clinica e di Base
longevità metabolismo

Il segreto della longevità? Secondo i ricercatori del Nestlé Institute of Health Sciences di Losanna, Svizzera, sarebbe da ricercare in larga parte in precisi aspetti del metabolismo, e in particolare in alcuni processi enzimatici coinvolti in attività di detossificazione di composti e molecole potenzialmente dannosi per l’organismo.

Questa condizione metabolica altamente desiderabile, tuttavia, sarebbe legata al patrimonio genetico e quindi considerata un “dono” invidiabile, chiave del segreto della longevità.

Ma di cosa si tratta esattamente? Il recente studio, presentato sulla rivista PlosOne dal gruppo di ricercatori svizzeri, ha dimostrato che la combinazione di un particolare metabolismo dei grassi e di specifici amminoacidi, ma anche il contributo della composizione della flora batterica intestinale, sarebbero elementi cruciali per garantire una vita centenaria.

Grazie a tecniche di profiling metabolico, gli autori hanno potuto rilevare che nei soggetti più longevi le concentrazioni sieriche dell’amminoacido triptofano tendevano a ridursi con all’avanzare dell’età, mentre era possibile osservare una particolare alterazione di alcune classi di lipidi come glicerofosfolipidi e sfingolipidi.

Secondo l’ipotesi dei ricercatori, queste caratteristiche del profilo lipidico riscontrate nei soggetti centenari sarebbero direttamente implicate nella capacità di questi soggetti di rispondere o adattarsi fisiologicamente in modo estremamente efficace alla minaccia ossidativa e infiammatoria tipica dell’anziano, e quindi fornirebbero una decisiva protezione contro lo sviluppo di differenti condizioni croniche come patologie cardiovascolari, diabete, cancro e patologie neurodegenerative.

Questa condizione privilegiata sarebbe dovuta a una maggiore attività enzimatica di detossificazione, ma anche a un ridotto metabolismo dell’acido arachidonico, un composto chiave nella sintesi di numerosi mediatori infiammatori. Tali meccanismi risulterebbero, quindi, in un minore stress ossidativo, come rivelato anche dalla presenza di livelli inferiori di sottoprodotti dell’ossidazione lipidica in questi soggetti.

Infine, in base al riscontro di specifici metaboliti nelle urine dei soggetti centenari, i ricercatori hanno suggerito che questi soggetti potrebbero presentare una composizione particolarmente benefica del miocrobiota intestinale, cioè delle specie batteriche che popolano il tratto gastrointestinale. È infatti dimostrato il ruolo del microbiota nell’influenzare il profilo metabolico e la predisposizione dei soggetti allo sviluppo di numerose condizioni patologiche.

In conclusione, la combinazione di un particolare metabolismo dei lipidi unitamente ad una specifica composizione della flora intestinale, sebbene quest’ultima ancora da investigare, potrebbe rappresentare la chiave di successo, riservata tuttavia non a tutti, per una lunga vita.

Source:Collino S, Montoliu I, Martin F-PJ, Scherer M, Mari D, et al. (2013) Metabolic Signatures of Extreme Longevity in Northern Italian Centenarians Reveal a Complex Remodeling of Lipids, Amino Acids, and Gut Microbiota Metabolism. PLoS ONE 8(3): e56564.