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giovedì 27 ottobre 2011

Obesità: "emergenza globale"

L'obesità è un fenomeno preoccupante in costante crescita a livello globale

LIFE STYLE
Obesità emergenza globale

Il sovrappeso patologico determina disabilità fisica, riduce la produttività e predispone all’insorgenza di numerose patologie riducendo l’aspettativa di vita.

L’indice di massa corporea (BMI), calcolato dividendo il peso corporeo per il quadrato dell’altezza, è la misura utilizzata nella pratica clinica per stimare il contenuto di grasso corporeo.

Le principali istituzioni mediche internazionali, prima fra tutte l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), definiscono il sovrappeso in presenza di un valore di BMI uguale o superiore a 25 kg/m2 e l’obesità se uguale o superiore a 30 kg/m2. I criteri BMI per alcuni paesi Asiatici e dell’Oceania differiscono leggermente classificando il sovrappeso per valori superiori o uguali a 23 kg/m2 e l’obesità in presenza di un BMI superiore o uguale a 25 kg/m2.

Oggigiorno l’obesità non rappresenta più una patologia "elitaria", esclusiva dei paesi ricchi. Negli ultimi 30 anni, infatti, l’aumento più preoccupante dell’obesità nella popolazione si è registrato in aree del mondo povere o in via di sviluppo, specialmente in Oceania, America Latina e Nord Africa.

Il carattere epidemico della diffusione della patologia è attribuibile ad un cambio radicale delle abitudini alimentari di queste popolazioni verso un consumo di cibi iperenergetici ricchi in grassi e zuccheri ma poveri in vitamine ed altri micronutrienti.

La sostituzione delle diete occidentali ai normali regimi alimentari indigeni, basate su vegetali, frutta e pesce, ha infatti determinato la rapida diffusione del sovrappeso in questi paesi.

La maggiore sedentarietà delle società odierne costituisce un’ulteriore elemento favorente l’aumento di peso.

A questi due fattori si sono aggiunti nuove pratiche agricolturali e del processamento degli alimenti, nuove politiche di distribuzione e pubblicizzazione dei cibi, dei trasporti e più in generale dalla pianificazione urbana.

Complessivamente questo “ambiente obesogenico” favorisce l’insorgenza di numerose patologie tra cui: diabete, patologie cardiovascolari, osteoartrite, sindrome da apnea del sonno e alcune forme di tumore. Il diabete mellito di tipo 2 e alcune malattie del sistema cardiocircolatorio, in passato ritenute patolgie dell’adulto, vengono oggi sempre più spesso diagnosticate anche nei bambini obesi. 

Ironicamente, i paesi in via di sviluppo, per generazioni flagellati dalla malnutrizione, si trovano adesso di fronte ad un preoccupante aumento dell’obesità e delle sue ripercussioni sulla salute. Nei paesi poveri si assiste infatti alla coesistenza di sottonutrizione e del sovrappeso, in particolare nelle aree urbane delle grandi metropoli, una situazione che aggiunge ulteriori oneri economici sanitari ai governi.

Source:Rexford S. Ahima J Clin Invest. 2011;121(6):2076�2079. doi:10.1172/JCI58719.