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venerd́ 22 novembre 2013

Lactobacillus: il batterio dell’obesità?

La presenza delle specie batteriche appartenenti al genere Lactobacillus potrebbe rappresentare uno dei meccanismi patologici del sovrappeso e dell’obesità. Nuove evidenze da studio francese.

Ricerca Clinica e di Base
microbioma intestinale lactobacillus

Il microbioma intestinale è un complesso ecosistema composto da virus, batteri, funghi, parassiti ed altre specie unicellulari, la cui composizione può essere modificata dalla dieta e contribuire a sua volta a modulare il profilo metabolico dell’individuo ospite.

Specifiche alterazioni nella presenza di specie batteriche o variazioni dei rapporti nelle concentrazioni tra più specie vengono frequentememnte ricontrate negli individui affetti da disordini del peso corporeo: è possibile individuare una composizione batterica specifica dell’obesità definita secondo precise caratteristiche tassonomiche delle specie presenti a livello del tratto gastrointestinale.

Ad esempio, il genere Bifidobacterium sembra costituire un microorganismo prevalentemente associato ad una condizione di peso normale, mentre le specie appartenenti al genere Lactobacillus vengono associate a obesità, diabete e, più in generale, all’aumento di peso corporeo, e quindi potrebbero rivestire un ruolo causativo nel disordine.

Altre specie batteriche, come Tropheryma whipplei, Enterobacteriaceae e Escherichia coli, sembrano piuttosto rappresentare una conseguenza del disordine.

Nel presente studio, i ricercatori francesi dell’ Université Aix-Marseille hanno analizzato le concentrazioni fecali dei seguenti generi di batteri: Bacteroidetes, Firmicutes, Methanobrevibacter smithii, cinque specie di Lactobacillus precedentemente associate all’obesità, Escherichia coli e Bifidobacterium animalis, in 263 individui di cui 134 obesi, 38 sovrapppeso, 76 normopeso e 15 anoressici.

Gli autori hanno così potuto riscontrare che unicamente le concentrazioni del batterio Lactobacillus reuteri correlavano direttamente con il valore dell’indice di massa corporea (BMI) dei soggetti, in maniera simile a quanto osservato in studi precedenti per la specie Lactobacillus sakei.

Analogamente, la presenza di B. animalis e M. smithii correlava negativamente con il valore di BMI e quindi era un indicatore del peso normale. Contrariamente ad altri studi, in questo caso le concentrazioni di E. coli correlavano negativamente con il valore del BMI.

Lo studio ha confermato l’associazione specifica tra le specie batteriche appartenenti al genere Lactobacillus e la presenza del sovrappeso e dell’obesità nell’uomo, aprendo nuove possibilità di studio dei meccanismi che conducono allo sviluppo dei disordini del peso corporeo per approcci terapeutici sempre più personalizzati.

Source:M Million, E Angelakis, M Maraninchi et al. Correlation between body mass index and gut concentrations of Lactobacillus reuteri, Bifidobacterium animalis, Methanobrevibacter smithii and Escherichia coli International Journal of Obesity (2013)