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venerdì 17 dicembre 2010

Combattere l’obesità attraverso l’informazione, dove insistere?

A package of measures for the prevention of chronic diseases would deliver substantial health gains, with a very favourable cost-effectiveness profile.

Un gruppo di esperti dell'Oecd, l’Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo di Parigi, ha valutato quali siano le migliori strategie di informazione sanitaria necessarie a contrastare il fenomeno epidemico globale dell’obesità.

 

L’equipe, guidata da Michele Cecchini e Franco Sassi in collaborazione con l'Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha revisionato le campagne sviluppate da diversi paesi, ricercando quali fossero i principali punti di leva su cui basare i messaggi di sensibilizzazione pubblica e come intervenire economicamente.

 

Dall’analisi, è emerso che gli aspetti su cui occorre insistere maggiormente per ridurre i fattori di rischio comportamentali associati alle patologie croniche causate dal sovrappeso riguardano la composizione della dieta e l’abitudine all’attività fisica.

 

Questa patologia si sta diffondendo rapidamente e, più drammaticamente, anche in paesi considerati a basso-medio reddito o in via di sviluppo, come risultato di nuove abitudini alimentari e stili di vita sedentari derivanti da maggiori disponibilità economiche e l'adozione di costumi “occidentali”. Tra le principali realtà nazionali colpite da questo trend figurano Brasile, Cina, India, Messico, Russia e Sudafrica.

 

L’obesità favorisce l’insorgenza precoce di patologie croniche invalidanti ed è responsabile di mortalità prematura.

 

Per contrastare questa tendenza sono richieste specifiche politiche di prevenzione  basate sulla sensibilizzazione della popolazione sui rischi associati al sovrappeso. I canali d’informazione sanitaria dovrebbero fornire messaggi volti ad aumentare la consapevolezza dei benefici derivanti da sane abitudini alimentari e dalla pratica dell’attività fisica.

 

Inoltre, sarebbero auspicabili misure fiscali che colpiscano i cibi insalubri, riducendo invece i prezzi degli alimenti salutari ricchi in fibre e limitando il commercio di cibi poco sani destinati ai bambini.

 

Queste misure sono destinate a produrre, in primis, sostanziali guadagni salutari, assicurando inoltre un notevole risparmio per i sistemi sanitari nazionali, oberati dai costi esorbitanti derivanti dalla gestione delle gravi complicazioni patologiche associate al sovrappeso.

Author:Cecchini M, Sassi F, Lauer JA, Lee YY, Guajardo-Barron V, Chisholm D.

Source:Lancet. 2010 Nov 20;376(9754):1775-84