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martedì 14 marzo 2017

Stress, cervello e sviluppo di future malattie cardiovascolari: uno studio ne evidenzia la correlazione

Uno studio condotto dal Massachusetts General Hospital (MGH) e Icahn School of Medicine at Mount Sinai (ISSMS), ha collegato per la prima volta negli esseri umani, l’attività di una struttura sensibile allo stress emotivo all’interno del cervello al rischio di successive malattie cardiovascolari. Le scoperte del team, in corso di pubblicazione sulla rivista The Lancet, rivelano anche un sentiero che conduce dalla attivazione di questa struttura ad una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari.

Ricerca Clinica e di Base
imm2Mentre il legame tra lo stress emotivo e le malattie cardiache è stato da tempo stabilito, il meccanismo di mediazione tra stress e rischio di malattia cardiovascolare non è stato ancora compreso. Lo stress emotivo è associata ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari.
 
In particolare è stata studiata l’amigdala, una regione del cervello coinvolta nello stress, per determinare se la sua attività metabolica a riposo predice il rischio di successivi eventi cardiovascolari.
 
L’articolo riporta quanto segue: “Le informazioni provenienti dai sensi, che possono segnalare un pericolo, percezioni visive e suoni, raggiungono in linea diretta l’amigdala cortocircuitando la corteccia cerebrale, la struttura del cervello filogeneticamente più giovane e nella quale sono elaborati dei processi superiori come il ragionamento. Le informazioni sensoriali giungono anche alla corteccia cerebrale, ma la via che raggiunge l’amigdala, chiamata via inferiore,  è più rapida. La priorità data alla via inferiore rispetto alla corteccia cerebrale, mette l’amigdala nella condizione di rispondere al pericolo ancor prima che l’individuo abbia capito quello che sta succedendo. Mentre la corteccia cerebrale sta ancora analizzando lo stimolo generato dallo stress, l’amigdala è già entrata in azione inviando messaggi chimici che innescano una cascata di reazioni sia nel cervello che nel resto del corpo”.
 
Sarebbe ragionevole consigliare agli individui con un aumentato rischio di malattie cardiovascolari di prendere in considerazione approcci per la riduzione dello stress. Tuttavia, sono necessari ancora grandi studi per confermare che la riduzione dello stress migliora il rischio di malattie cardiovascolari.
Inoltre, l’aumento dell’attività dell’amigdala associa lo stress ad altre malattie, come il cancro e le malattie infiammatorie, tra cui l’artrite reumatoide e la psoriasi. Quindi sarà importante valutare se ridurre lo stress produce benefici in quelle malattie.
 
Nella metodologia Pneisystem riveste un ruolo primario la gestione dei sistemi dello stress, la nutrizione e in modo  particolare  la prevenzione incentrata sulla  gestione degli stili di vita, di primaria importanza nella genesi di patologie croniche e tumori. In particolare la Pnei System Academy ha come mission la divulgazione del concetto di terapia incentrata su 4 pilastri fondamentali:

- Ottimizzare le risorse psichiche attraverso l’apprendimento delle tecniche più moderne di gestione dello stress.
- Insegnare come compilare una dieta personalizzata in chiave antiossidante e antinfiammatoria
- Potenziare l’asse psico-immunologico attraverso il movimento, in particolare la danza (Pneisystem Equilibrium Dance)
- Saper selezionare i migliori integratori/fitoterapici/nutraceutici/principi della low dose medicine e comporre un piano terapeutico centrato sulla persona. 



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