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martedì 13 settembre 2016

La meditazione e le tecniche di gestione dello stress come rimedi dei disturbi dell’attenzione.

La meditazione potrebbe migliorare notevolmente la capacità di ripartire l’attenzione e di cogliere particolari che solitamente non vengono registrati dal cervello come, ad esempio, eventuali veloci cambiamenti nelle espressioni del viso di chi ci sta di fronte.

SALUTE PSICOLOGICA
imm2Lo afferma uno studio della University of Wisconsin – Madison, pubblicato sulla rivista on-line PLoS Biology, che ha dimostrato come un periodo intenso di meditazione riesca a migliorare la capacità di prestare attenzione a più particolari contemporaneamente.

Quando due immagini passano davanti agli occhi, una di seguito all’altra, nel giro di mezzo secondo, la maggior parte delle persone riesce a cogliere solo la prima delle due immagini, perdendo la seconda. Questo meccanismo è chiamato “attentional blink”.

“L’attenzione s’interrompe momentaneamente” – spiega Richard Davidson – Coordinatore dello studio e Professore di Psicologia e Psichiatria presso la University of Wisconsin – Madison School of Medicine. “L’attenzione si fissa sul primo target e manca il secondo”.

Ma la capacità di alcuni individui di cogliere occasionalmente anche il secondo stimolo ha convinto Davidson che questa limitazione potesse essere soggetta a qualche tipo di controllo mentale.

Il Gruppo di Ricerca (quello sottoposto a meditazione intensiva), ha mostrato un netto miglioramento nella capacità di individuare i due numeri a pochissima distanza l’uno dall’altro. Inoltre, è stata registrata una minore attività cerebrale associata alla visione del primo numero.

“Questa diminuzione predice la precisione della loro capacità di individuare il secondo numero”, spiega Davidson. Il miglioramento ottenuto suggerisce, secondo i ricercatori, che l’allenamento meditativo ha provocato un cambiamento durevole nel modo di ripartire le risorse mentali.

La capacità di migliorare la propria capacità di concentrazione e, quindi, la scoperta della flessibilità dell’attenzione, apre la via a molte possibilità: la prima menzionata da Davidson rappresenta una possibile alternativa ai farmaci contro la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, per lo meno in alcuni casi.

Con il metodo Pneisystem vengono insegnate semplici ed innovative tecniche di gestione dello stress mutuate dalla psicologia energetica che consentono ai pazienti di mutare drasticamente gli stati psicologici negativi con benefiche ripercussioni sia sulla qualità di vita (affettività, lavoro, professione) che sulla fiducia nella possibilità di guarigione.

 
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