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martedì 13 marzo 2018

Senza magnesio, la vitamina D non basta mai

Ruolo del magnesio nell’attivazione della vitamina D

NUTRIZIONE
imm3Una recensione pubblicata sul Journal of the American Osteopathic Association ha rilevato che la vitamina D non può essere metabolizzata senza livelli di magnesio sufficienti, il che significa che la vitamina D rimane immagazzinata e inattiva per il 50% della popolazione americana indagata.

Quindi, senza il magnesio, la vitamina D non è veramente utile o sicura.

Se manca il magnesio, il consumo di integratori di vitamina D può aumentare i livelli di calcio e fosfato ma chi l’assume resta comunque carente di vitamina D. Il problema è che le persone possono soffrire di calcificazione vascolare se i loro livelli di magnesio non sono abbastanza alti.

Per contro, i pazienti con livelli ottimali di magnesio richiedono meno supplementazione di vitamina D per ottenere sufficienti livelli di vitamina D. Il magnesio riduce anche l'osteoporosi, contribuendo a mitigare il rischio di fratture ossee che possono essere attribuite a bassi livelli di vitamina D.

Si ritiene che la carenza di uno di questi nutrienti sia associata a vari disturbi, tra cui deformità scheletriche, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica.

Mentre l'intake giornaliero raccomandato per il magnesio è di 420 mg per gli uomini di 320 mg per le donne, la dieta standard negli Stati Uniti contiene solo circa il 50% di quella quantità. Circa la metà della popolazione totale consuma una dieta carente di magnesio.

I LARN per la popolazione italiana indicano una assunzione raccomandata di 240 mg/die.

Lo stato di magnesio è basso nelle popolazioni che consumano cibi trattati ad alto contenuto di cereali raffinati, grassi, fosfati e zuccheri.

Il magnesio è il quarto minerale più abbondante nel corpo umano dopo calcio, potassio e sodio. Alimenti ricchi di magnesio includono mandorle, banane, fagioli, broccoli, riso integrale, anacardi, tuorlo d'uovo, olio di pesce, semi di lino, verdure verdi, latte, funghi, altre noci, farina d'avena, semi di zucca, semi di sesamo, soia, semi di girasole, dolci mais, tofu e cereali integrali.
 

Autori: Anne Marie Uwitonze, BDT, MSMohammed S. Razzaque, MBBS, PhD
Fonte: The Journal of the American Osteopathic Association, March 2018, Vol. 118, 181-189. doi:10.7556/jaoa.2018.037
Link della fonte: http://jaoa.org/article.aspx?articleid=2673882