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martedì 9 gennaio 2018

Fitoterapia: i benefici della belladonna

La Belladonna appartiene alla specie Atropa belladonna L., Famiglia delle Solanacee, ed è una pianta erbacea, perenne, che può raggiungere il metro e mezzo d’altezza; fiorisce da giugno ad agosto. Si tratta di una pianta velenosa, originaria dell’Asia e dell’Europa che produce piccole bacche nere che non sono commestibili: mangiare le bacche o le foglie della belladonna può essere mortale. Simile all’edera velenosa, una persona la cui pelle viene a contatto diretto con le sue foglie può sviluppare un’eruzione cutanea.

Ricerca Clinica e di Base
imm4Nei tempi antichi, la belladonna veniva impiegata per le sue proprietà tossiche, come veleno orale o sulle punte delle frecce.

Alcuni studiosi ritengono che Shakespeare in “Romeo e Giulietta”, abbia usato la belladonna come veleno che Giulietta ha bevuto per fingere la sua morte.
Col passare del tempo, la belladonna venne sempre di più impiegata per scopi cosmetici e soprattutto medici. Ad esempio, i medici la usavano come antisettico prima della chirurgia, nell’Europa medievale.
 
La belladonna infatti contiene due sostanze chimiche utilizzate per scopi medicinali:

La prima sostanza chimica è la scopolamina, che viene utilizzata principalmente per ridurre l’acidità di stomaco, la nausea, il reflusso acido, il controllo della frequenza cardiaca e per rilassare i muscoli.

Il secondo composto estratto dalla belladonna è l’atropina, utilizzata come un rilassante muscolare e nel controllo della frequenza cardiaca, ma in quest’ultimo caso può risultare meno efficace rispetto alla scopolamina.

Inoltre, si può impiegare l’atropina per la dilatazione oculare durante le visite oculistiche e in alcuni casi, come antidoto per agenti velenosi. Uno o entrambi i prodotti sono combinati con altri farmaci per trattare alcune malattie e condizioni come:
- chinetosi
- sindrome dell’intestino irritabile
- ulcera allo stomaco
- eccessiva minzione notturna
- diverticolite
- morbo di Parkinson

La belladonna è considerata per lo più sicura se assunta come parte di un farmaco prescritto, ed è impiegata in alcuni casi e dove considerata necessaria anche nella metodologia Pneisystem.
 
Oltre che utilizzata per gli scopi sopra descritti, nella medicina alternativa i prodotti contenenti  belladonna possono migliorare varie condizioni che includono:
- il comune raffreddore
- febbre
- pertosse
- febbre da fieno
- mal di orecchie
- asma
- chinetosi
- influenza
- mal di gola
- dolori articolari e mal di schiena
- artrite
- spasmi o coliche
- problemi nervosi
- gotta
- infiammazione
- morbo di Parkinson
- emorroidi
 
La fitoterapia e il suo impiego in medicina rappresenta uno degli argomenti chiave del prossimo corso “Diagnosi e terapie integrate Pnei: modulo Base”, che si terrà a Milano il 26-27-28 Gennaio 2018,  in quanto la metodologia Pneisystem prevede, ove utile e necessario, il supporto della fitoterapia e gemmo terapia, ad esempio nella modulazione dei sistemi dello stress e dell'infiammazione.
 
La PneiSystem Academy ha come mission la divulgazione del concetto di terapia incentrata su 4 pilastri fondamentali:
- Ottimizzare le risorse psichiche attraverso l’apprendimento delle tecniche più moderne di gestione dello stress.
- Insegnare come compilare una dieta personalizzata in chiave antiossidante e antinfiammatoria
- Potenziare l’asse psico-immunologico attraverso il movimento, in particolare la danza (Pneisystem Equilibrium Dance)
- Saper selezionare i migliori integratori/fitoterapici/nutraceutici/principi della low dose medicine e comporre un piano terapeutico centrato sulla persona.
 
Per informazioni più dettagliati sulla metodologia Pneisystem, sul corso Base del 26/28 Gennaio 2018 e/o sul Master in Pnei e Pneisystem, contatta l’Academy  al n. 3276626977 o tramite mail all’ indirizzo info@pnei4u.com.