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mercoledì 8 marzo 2017

Gli AGEs nella popolazione generale

Uno studio olandese

Ricerca Clinica e di Base
imm2I prodotti di glicazione avanzata (AGE) sono un gruppo eterogeneo di molecole che si formano durante le reazioni tra zuccheri e proteine. Si ritiene che gli AGE giochino un ruolo importante  in molte malattie, tra cui il diabete mellito, la funzionalità renale ma anche nell’invecchiamento tissutale.

Gli AGEs possono essere misurati in modo non invasivo attraverso l’autofluorescenza della pelle (AF). Lo scopo di questo studio trasversale è stato quello di indagare le associazioni tra AF e salute cardio-metabolica, stile di vita e fattori dietetici all'interno di una popolazione generale.

Lo studio NQplus è uno studio longitudinale in corso nei Paesi Bassi. In questo studio trasversale, AF è stato misurato in 957 soggetti, di età compresa tra 20-77 anni, con AGE Reader.

Ecco i risultati dell’indagine: negli uomini, AF era significativamente associato con l'età, l’assunzione di caffè, la pressione sanguigna sistolica e diastolica, il grasso corporeo, il consumo di latticini grassi e il livello di istruzione. Nelle donne, le associazioni erano significative con l'età, l’assunzione di caffè, l’emoglobina glicata, il diabete e la funzionalità renale. Nella popolazione totale, l’abitudine al fumo era positivamente associata con AF.

Questo studio trasversale nella popolazione generale ha mostrato che età e caffè sono stati associati con la fluorescenza della pelle sia nei maschi che nelle femmine. I fattori di rischio cardiovascolare che risultavano correlati erano differenti tra uomini e donne. La popolazione indagata era sana, in realtà pazienti diabetici o ad alto rischio cardiovascolare hanno valori di AF elevati.

Sarà necessaria una ricerca più dettagliata per valutare l'associazione tra gli AGEs tissutali e l’assunzione di nutrienti con la dieta. Raccogliamo il suggerimento.


Autori: Botros N, Sluik D, van Waateringe RP, de Vries JH, Geelen A, Feskens EJ.
Fonte: Diabetes Metab Res Rev. 2017 Mar 1. doi: 10.1002/dmrr.2892
Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249105