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martedì 7 luglio 2015

L’orgoglio di essere Biologi Nutrizionisti

Il Prof. PierLuigi Pecoraro sottolinea il ruolo della professione nell’ambito della lotta all’obesità

NUTRIZIONE
imm4Incontriamo il Prof. Pier Luigi Pecoraro dell’Università Federico II di Napoli, Consigliere dell’ONB (Ordine Nazionale dei Biologi) e della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), per una piacevole chiacchierata.

Si è registrato negli ultimi mesi un aumento delle richieste di consulenze di Nutrizionisti, è l’effetto EXPO o l’estate alle porte?

Cominciamo con il precisare che il Nutrizionista, secondo la normativa vigente, è un titolo di cui possono fregiarsi solo i Biologi, i Medici, i Farmacisti ed i Dietisti, chiunque altro ne fa un abuso. Solo il Biologo ed il Medico, però, possono elaborare e determinare diete autonomamente. Come sempre ogni anno la prova costume accresce nelle persone il desiderio di migliorare il proprio aspetto fisico, ma sicuramente l’EXPO, ovvero il salone internazione di Milano dal titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ha aumentato in maniera esponenziale l’interesse popolare sul tema nutrizione. In tale contesto, l’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) ha raccolto l’opportunità di mettere in vetrina la parte del proprio bagaglio di sapere e di professionalità in tema di Nutrizione. Infatti dal 19 giugno al 3 luglio, l’ONB è stato presente al Padiglione Italia, con uno stand, offrendo consulenze nutrizionali, che è stato preso d’assalto dai visitatori, “costringendo” i Biologi Nutrizionisti a lavorare ininterrottamente molte ore al giorno.

Possiamo affermare che Biologo Nutrizionista incontra sempre maggiore consenso nella società di oggi, divenendo un punto di riferimento per i cittadini che vogliono migliorare lo stato di salute e di benessere o trovare nella giusta dieta il supporto nutrizionale fondamentale per numerose patologie ancorchè già in trattamento terapeutico/farmacologico.
 
Il rapporto con il cibo è sempre più influenzato dai media e dalle mode. In questo ambito come può aiutarci il Biologo Nutrizionista?

Purtroppo come accade spesso nell’ambito della Nutrizione ognuno si sente in diritto di esprimere la sua proposta, senza curarsi di avere a sostegno dei propri convincimenti, dati scientifici, studi significativi e controllati, indagini obiettive. Il consiglio del Biologo Nutrizionista è di non fidarsi di metodi o diete che propongono miracoli e soluzioni magiche. Esiste una sola Scienza dell’Alimentazione e della Nutrizione Applicata basata sull’EBN (Evidence Based Nutrition). Per migliorare lo stato di salute e benessere, le conoscenze acquisite e consolidate negli anni sono soprattutto due: seguire un’alimentazione equilibrata basata sul modello mediterraneo, e svolgere un’adeguata attività fisica. Niente diete miracolose, niente pillole brucia grassi, in particolare niente cibi estranei alle nostra eccellente tradizione mediterranea, l’unica ad essere ritenuta dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”.
 
Obesità: una pandemia in continua espansione. Quali sono i consigli del Biologo Nutrizionista?

Il peso corporeo rappresenta l’espressione tangibile del bilancio energetico tra entrate ed uscite caloriche. Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, l’eccesso si accumula nel corpo sotto forma di grasso, determinando un aumento di peso. Il grasso corporeo in eccesso soprattutto se localizzato a livello viscerale può provocare l’insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche. Nel nostro Paese la prevalenza di sovrappeso e obesità ha raggiunto livelli molto preoccupanti sia negli adulti che nei bambini. Un contributo significativo all’aumento del peso corporeo deriva da uno stile alimentare scorretto, porzioni molto abbondanti, scarso consumo di frutta e verdura, elevato consumo di zuccheri semplici, spesso nascosti nelle bevande, ridotta attività fisica.

In questo contesto il Biologo Nutrizionista parte sempre da una attenta valutazione dei bisogni energetici e nutritivi sia nel singolo individuo sia in gruppi e comunità, rappresentando il punto base per la determinazione di una dieta ottimale e per qualsiasi consiglio o indicazione educativo nutrizionale.

La fisiologia e il metabolismo dell’uomo e le valutazioni di natura biologica sono alla base della ricerca in Nutrizione Umana, dai lavori molecolari all'epidemiologia nutrizionale. I Biologi sono coinvolti in attività di ricerca non solo di laboratorio ma anche relative alla valutazione dello stato di nutrizione, come diffusamente evidenziato dalla letteratura scientifica internazionale. L’impegno dei biologi è inoltre evidente in vari campi della nutrizione applicata a cominciare dalla dietetica del singolo individuo e delle comunità.
 
Dieta, Intolleranze e genetica qual è lo stato dell’arte?

Per quanto riguarda le intolleranze alimentari possiamo affermare che molto spesso i test utilizzati per la loro identificazione si basano su tecniche non validate e quindi non attendibili, fatta eccezione per quelli che utilizzano la tecnica Elisa. In ogni caso resta apertissimo il gap legato alla specificità della risposta in relazione alla tipologia e qualità della sostanza alimentare testata.

Per la genetica, nell’ultimo decennio si è osservato un crescente interesse nella valutazione di come il profilo genetico determini la suscettibilità a determinati stati patologici o a determinate condizioni di salute (nutrigenetica) da cui lo studio di molecole fondamentali e di processi metabolici che sono modulati dagli alimenti (nutrigenomica).

Nutrigenetica e nutrigenomica hanno creato nuove opportunità di legare le valutazioni genetiche con le raccomandazioni nutrizionali che a tutt’ora sono basate sui fabbisogni di gruppi di popolazione non sui fabbisogni individuali.

Gli esempi di associazioni tra SNPs (polimorfismo a singolo nucleotide) e rischio di malattia sono molteplici. Tra tutte, l’obesità è una delle patologie più studiate dal punto di vista nutrigenomico/nutrigenetico. Come la maggior parte delle malattie croniche, anche l’obesità è una condizione poligenica che coinvolge interazioni complesse tra gene e gene e interazioni complesse tra genetica e fattori ambientali. Più di 20 geni sono stati associati con i parametri antropometrici correlati all’obesità, tipo l’indice di massa corporea, la circonferenza vita e il rapporto vita-fianchi, così come sono state identificate le varianti geniche correlate alla regolazione dell’assunzione calorica e del dispendio energetico per le quali sono stati anche identificati SNPs corrispondenti a un profilo di rischio per l’obesità. Il problema é che, al momento, la nutrigenomica e i test genetici che hanno una grande potenzialità scientifica non sono validati per la pratica clinica.

Come Biologi Nutrizionisti, Professionisti della scienza della nutrizione umana ci preme ricordare il concetto di evidence-based approach. In analogia a quanto succede nella medicina di laboratorio con i test diagnostici, la produzione dei risultati della ricerca e lo sviluppo della tecnica risultano, spesso, più veloci di quanto la biologia e la medicina riescano contestualmente a tradurre in pratica, per offrire una sanità sicura, efficace, efficiente ed equa.

In questo senso ogni professionista si assume la responsabilità della somministrazione di un trattamento o dell’applicazione di una metodica ancora non validata scientificamente.
 
Infine, considerato il momento di crisi economica, i pazienti possono usufruire di facilitazioni fiscali per le visite Nutrizionali effettuate dal Biologo Nutrizionista, ovvero le loro prestazione sono detraibili dalle tasse?

Si, infatti, recentemente l’Agenzia delle Entrate, ha interpellato il Ministero della Salute che ha fatto presente che, con pareri del Consiglio Superiore di Sanità sulle competenze in materia di nutrizione, il Biologo Nutrizionista può autonomamente elaborare e determinare diete nei confronti di soggetti sani, al fine di migliorarne il benessere e, solo previo accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuate dal medico chirurgo, a soggetti malati. Il Ministero sottolinea inoltre che la Professione di Biologo, pur non essendo sanitaria, è inserita nel ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e può svolgere attività attinenti alla tutela della salute.

In considerazione dei chiarimenti forniti dal Ministero della Salute, l’Agenzia dell’Entrate, con la circolare N. 11/E del 21 maggio 2014, ha chiarito che le spese sostenute per visite nutrizionali, con conseguente rilascio di diete alimentari personalizzate, eseguite da biologi, siano detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR. Ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa, mentre non è necessaria la prescrizione medica, analogamente a quanto specificato con la circolare n. 19/E del 2012, par. 2.2.