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Le origini della patologia

Il disordine presenta innumerevoli fattori di rischio individuabili nel comportamento e nei disturbi psicologici come nella predisposizione congenita


Il contributo dell'ambiente familiare ed ereditario

Nonostante sia stata dimostrata l'ereditabilità genetica del disordine, numerosi studi hanno puntato l'attenzione sul ruolo svolto dell'ambiente familiare nella predisposizione al sovrappeso, specialmete quello infantile.


Inoltre, il contributo parentale non sembra dipendere esclusivamente dalla trasmissione di un particolare corredo genetico, ma sarebbe piuttosto collegato alle condizioni chimico-ormonali uterine del genitore sovrappeso incontrate dal bambino durante vita fetale. 


Il sovrappeso materno rappresenta infatti una condizione estrememente dannosa per il bambino non soltanto durante la gestazione, ma anche nella fase successiva dell'allattamento in quanto le stessi fattori sono presenti nel latte materno.

Fattori neuro-psicologici

Per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare, in particolare il consumo compulsivo di cibo, vi sarebbero cause neurologiche che agiscono mediante meccanismi simili a quelli tipici delle più comuni dipendenze, alcol, droga, fumo. 


Gli stimoli che guidano l'alimentazione compulsiva sarebbero infatti prodotti da un'elaborazione anticipata del senso di gratificazione associata ad consumo del cibo e quindi, proprio come per come avviene  negli individui dipendenti, i soggetti obesi sarebbero più reattivi fisiologicamente e psicologicamente verso gli stimoli derivanti dal cibo.


Sul lato più prettamenente psicologico, è comunemente noto che l’esistenza di un disagio psicologico durante l’infanzia sia una frequente causa dell’insorgenza dell’obesità nell’adolescenza, così come è dimostrato che il sovrappeso durante la giovane età si associ a sintomi depressivi in età adulta.

Le due condizioni, sovrappeso e disagio psicologico, sembrano infatti alimentarsi reciprocamente, sia nella loro genesi così come nell’evoluzione clinica.

Fattori comportamentali

La sedentarietà costituisce il principale fattore comportamentale di rischio per l'aumento di peso, tuttavia, anche la perturbazione cronica del ciclo del sonno può avere deleterie ripercussioni sulla capacità di regolare l'alimentazione e l'equilibirio energetico.